Nel sesto Fotobar del 2026 Federico Emmi e Francesco Carlini attraversano alcune delle novità fotografiche più interessanti delle ultime settimane per leggere una trasformazione più ampia: la tecnologia non sta cercando soltanto più prestazioni, ma anche strumenti più fisici, più portatili e più caratterizzati nell’esperienza d’uso. Dagli smartphone che recuperano il diaframma alle fotocamere costruite intorno al piacere di scattare, dai supertele alleggeriti fino al nuovo asse Nikon–RED, prodotti molto diversi sembrano porre la stessa domanda: in che modo vogliamo fotografare?
In questa puntata
Canon EOS R8 Mark II e il nuovo ingresso al full frame
La seconda generazione della R8 aggiunge stabilizzazione sul sensore e un’operatività più completa senza rinunciare all’idea di un corpo compatto. Da qui parte una domanda più ampia: che cosa significa oggi definire “entry level” una full frame?
Smartphone, diaframma e limiti scelti
iPhone 18 Pro riporta nello smartphone un diaframma fisico, mentre il realme GT 8 Pro con RICOH GR sceglie la strada opposta all’accumulo di funzioni: due focali, 28 e 40 mm, e un’esperienza che trasforma il limite in una parte del modo di fotografare.
OM SYSTEM PEN e instax Pal 2
Due oggetti molto diversi riportano al centro semplicità, compattezza e piacere d’uso. La PEN riapre il confronto sul ruolo del Micro Quattro Terzi; la Pal 2 mostra invece come un piccolo apparecchio possa avere senso proprio perché non pretende di fare tutto.
Supertele leggeri e nuove ottiche
Fujifilm e Sony mostrano quanto peso e portabilità stiano diventando prestazioni decisive anche nei supertele. A seguire, una carrellata fra il fisheye Sony, i nuovi Sigma e il pancake Panasonic.
Nikon, RED e il sistema cinema
Con Nikon ZR, il firmware in sviluppo e la famiglia NIKKOR Z CINEMA T1.9 VV, l’acquisizione di RED comincia a produrre conseguenze più concrete. Il tema non è soltanto ciò che viene annunciato, ma la costruzione di un sistema e di una roadmap credibili.
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I temi di questa puntata
Quando l’entry level non sembra più entry level
La Canon EOS R8 Mark II apre la puntata perché mostra bene quanto siano cambiate le categorie tradizionali. È la full frame d’ingresso del sistema Canon, ma l’aggiunta dell’IBIS, il joystick per l’autofocus, la raffica e le prestazioni operative la collocano molto lontano dall’idea classica della macchina costruita soprattutto attraverso compromessi. Il confronto si sposta così dal semplice elenco delle funzioni al rapporto fra prezzo, dimensioni e reale capacità dello strumento.
Lo smartphone recupera la materia della fotografia
Con iPhone 18 Pro torna un diaframma fisico a sei lamelle e la conversazione si concentra sul confine fra ottica, sensore e calcolo. La fotografia computazionale resta essenziale per superare i limiti fisici di un dispositivo tascabile, ma proprio per questo è interessante vedere lo smartphone recuperare componenti e controlli che appartengono alla storia della fotocamera.
realme GT 8 Pro e la fotografia come scelta
Il realme GT 8 Pro con RICOH GR porta la riflessione su un terreno diverso. In modalità GR non offre infinite possibilità: restringe le focali a 28 e 40 mm, usa profili dedicati e costringe a cambiare comportamento. Il risultato non è una RICOH GR nascosta dentro un telefono, ma un modo per introdurre chi fotografa con lo smartphone a un’idea diversa di composizione, distanza e intenzione.
«Fotografare significa anche scegliere e accettare dei limiti.» — Federico Emmi
OM SYSTEM PEN: il problema non è soltanto il formato
La nuova PEN riporta in primo piano il Micro Quattro Terzi, ma il confronto non si ferma alle dimensioni del sensore. Il punto è capire quale vantaggio riconoscibile possa offrire oggi un sistema piccolo quando APS-C e full frame sono diventati più accessibili e quando il pubblico più giovane può scegliere fra strumenti fotografici molto diversi. La discussione mette quindi insieme aspettative sul prodotto, prezzo, leggerezza e capacità di rinnovare il significato della linea PEN.
instax Pal 2 e il piacere dell’oggetto
La Pal 2 è quasi l’opposto della corsa alla macchina definitiva: piccola, portatile, pensata per essere usata senza troppe cautele e per scoprire le immagini anche dopo lo scatto. Francesco la collega alla prima Pal, a Insta360 GO 3S con Retro Kit e a KODAK Charmera: oggetti nei quali il valore sta tanto nell’esperienza quanto nel file prodotto.
«Per me invece era tutto.» — Francesco Carlini
Il peso diventa una specifica decisiva
Con Fujifilm XF400mmF4.5 R LM OIS WR e i nuovi Sony FE 400mm F4.5 GM OSS e FE 600mm F6.3 GM OSS la miniaturizzazione arriva in un territorio tradizionalmente dominato da ingombro e supporti. Per chi lavora a bordo pista o in natura, poter utilizzare un supertele per ore senza monopiede modifica concretamente il rapporto con l’attrezzatura.
«Questo è veramente un 400mm che si può usare con una mano senza sforzo per ore.» — Francesco Carlini
Ottiche specializzate e il nuovo asse Nikon–RED
Sony FE 8–14mm F3.5 Fisheye G, Sigma 20–60mm F2.8–4 DG | Contemporary, Sigma 85mm F1.2 DG | Art e Panasonic LUMIX S 20mm F2.5 mostrano quattro idee d’uso molto differenti. La chiusura passa poi a Nikon ZR e alla famiglia NIKKOR Z CINEMA T1.9 VV: il punto diventa la velocità con cui Nikon riuscirà a trasformare annunci, firmware e nuove ottiche in un sistema cinema realmente articolato.
La sintesi della puntata è che non esiste un’unica direzione: alcuni prodotti recuperano controlli fisici, altri scelgono la semplicità, altri ancora rendono più trasportabili strumenti professionali. È proprio questa molteplicità a rendere interessante il momento.
«La fotografia tecnologica sta cercando nuove forme, non soltanto nuove specifiche.» — Federico Emmi
